La P.C.T. presenta



Laura Dato nei panni di Trenitalia
Marilena Latella nei panni di Stuart Little
Matteo Cerruti nei panni de Il Crostatomane
Matteo Fiani nei panni di Peo "Maninpasta"
Marco Cerruti nei panni de Il Bruco
Davide Brenna nei panni di Topper, un uomo una macchina (una Peugeot familiare per la precisione)




Il Grande Buffo


Paris Hilton


Alderico L'ombelico


Fantasmino Prezzemolino

Venerdì 8 luglio:
IL VIAGGIO


Peo, Il Bruco ed il Crostatomane, che di seguito chiameremo per semplicità Il Crosta, partono da Desio alle sei di pomeriggio, quindi recuperano con insolito rispetto dei tempi sia Stuart Little a Sesto che Trenitalia a Milano. Caricate le macchine e sbrigati gli ultimi dettagli (prelievo con bancomat, equa distribuzione di bevande sintetiche tra i due mezzi, sequestro di CD) i cinque sono pronti a partire ... ed è subito pioggia.
Le macchine sono così composte: Bruco guida il suo Fiestino celeste scattante quanto un gatto delle nevi, ospitando al suo fianco Trenitalia e sul sedile posteriore un silenzioso Crosta. Sulla Ford Escort d'epoca (1891) di Peo si accomoda invece, tra uno scrinft ed uno squirrll, il topino Stuart.
Nasce spontanea una dimostrazione pubblica di guida sicura: nel traffico della tangenziale alle sette di pomeriggio e sotto un acquazzone che a tratti sfiora il nubifragio, le due coppie Peo/Stuart e Bruco/Trenitalia fanno a gara di evoluzioni erotiche sfruttando i pochi viveri di cui dispongono ... vince per acclamazione la prima coppia con il numero dello "scambio del baiocco".
Il viaggio è la presa di coscienza della matematicità della mente del ministro Lunardi: un cantiere ogni 20 km di autostrada. Se sulla Escort gli inni al ministro si intervallano ai racconti delle porcate giovanili, sul Fiestino la carenza di musica che non sia da suicidio indispone la cantante del gruppo. Il Bruco ricorre all'arbre magique al cloroformio, la fa addormentare e inizia a spingere come un forsennato ... il Fiestino tocca anche i 139 kmh e ... alle 2 di notte i nostri arrivano a Lubriano.
Montare le tende è un attimo e tutti si trovano d'accordo sul fatto che la scimmia che in 2001 Odissea nello spazio scopre l'uso dell'osso come arma rappresenta il passaggio evolutivo successivo alla P.C.T. che pianta i picchetti brandendo pietre a due mani. Casualmente Peo rimedia un posto per se stesso su un camper.
Finalmente si iniziano a conoscere le prime persone: Andrea, Adele, Cristiano, Matteo e gli altri dell'organizzazione del festival, i Cappello a Cilindro che hanno appena finito di suonare e che partono con il loro furgonicino, i Searchin' Guitar, veronesi-modenesi venditori di mandorle caramellate e vincitori dell'edizione 2004 di Pane&Rock. Si rimane in piedi fino alle 4 (tranne Stuart che crolla prima) a gozzovigliare a fianco della spillatrice di birra, arrotolati nei sacchi a pelo per il freddo porco&bastardo e rallegrati dalla spettacolare epifania del Grande Buffo, che subito perde il proprio preziosissimo cappello. E volano madonne.

Sabato 9 luglio:
LO SVACCO


Alle 9.30 le tende si approssimano all'autocombustione, svegliarsi diventa dunque una questione di sopravvivenza. Peo scende dal camper e afferma "Come ho dormito bene", guadagnandosi il diritto di inaugurare i turni-doccia dopo avere rotto di propria mano i sigilli dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Stupefacente l'effetto: in seguito all'abluzione il chitarrista della P.C.T. assume per pochi secondi l'aspetto di Paris Hilton, roba che neanche le Tartarughe Ninja...
La mattinata scorre frenetica, dallo svacco alla colazione, dalla colazione allo svacco, dallo svacco al pranzo, dal pranzo allo svacco. L'unica distrazione a spezzare tale frenesia arriva dagli sms di Topper.
Il batterista del gruppo, con l'unico scopo di caricarsi prima delle 12 ore di viaggio del giorno successivo, si trova ad un matrimonio a Borgaro Torinese ed annuncia con soddisfazione di avere impiegato 45 minuti da casello a casello. Interrogato su come sia stato possibile rivela "mi è uscito un pistone e mi ha detto se gli passavo una canna".
Il dopo pranzo è tutt'altra cosa: i cinque si svaccano sotto gli alberi frondosi del belvedere di Bagnoregio, ruttano con soddisfazione provocando danni irreparabili alla valle dei calanchi, osservano in panciolle il cielo terso e si interrogano su come sia possibile che la goduriosa brezza che ora scompiglia le loro chiome di notte si trasformi in rasoiate di tramontana. Volano madonne.
Di colpo la rivelazione: Trenitalia si ricorda di avere una famiglia che la sta venendo a trovare e deve tornare al campo tende, il Crosta si rende invece conto che non ha ancora comprato la corda mancante del suo violino ... gli viene fatto notare che potrebbe tornare utile per il concerto del giorno dopo. Insomma, mentre la banda del sogno interrotto si ritrova e passa qualche ora ad Orvieto, gli altri quattro trascorrono il tardo pomeriggio a Viterbo, recuperando la corda e facendosi pagare l'aperitivo dalla malcapitata cugina del Bruco, Violetta (n.d.B. in realtà ha pagato il suo ragazzo Paolo, mia cugina non paga mai).
Cena leggera a salamelle, panini piccanti e patatine fritte ... e finalmente è MUSICA. I CostaVolpara di Viterbo diventano i nuovi idoli, sono bravissimi, simpatici e magnetici nel loro proporsi al pubblico. E soprattutto fanno canzoni che la P.C.T. sa a memoria, dalla Bandabardò ad un Dio è morto suonato da paura. Peo si getta subito a conoscerli e li prenota per la sera successiva: verranno a vedere il concerto della P.C.T. e porteranno in dono un loro CD, cose che riconciliano con l'esistenza.
E fu sera, e fu mattina. Ma senza dormire.

Domenica 10 luglio:
IL CONCERTO


Non cambia molto: ancora un rogo delle tende, ancora una doccia per tutti.
Poi, d'improvviso, alcuni simpatici siparietti. Prima Peo e il Bruco palleggiano giulivi sulla pista da ballo, mostrando una leggerezza di movimento che neanche Nurayev e scandalizzando le famigliole locali convinte di passare una tranquilla mattinata in compagnia dei loro figlioli. Quindi, ricevendo la telefonata della sua ragazza e trovandosi in difficoltà alla domanda "Come state?", Peo passa il cellulare al Bruco, il quale, imitando Mario Brega nel silenzio più totale, esclama "Se stamo a fa' la punta ar cazzo". Un bambino scoppia a piangere, alcune madri tentano esorcismi, la P.C.T. è costretta a barricarsi nelle tende.
Il gruppo esce allo scoperto solo per il pranzo, a base di pizza, non prima di avere salutato Maura e Giuss dei Searchin' Guitar, in partenza per altri lidi. Baci, abbracci e qualche ultima mandorla caramellata.
Dopo due giorni la band finalmente si ricompone con l'arrivo Topper, accompagnato dalla dolce Melissa e da un amico girasole. Per meglio concentrarsi prima dell'esibizione la combriccola al completo si trasferisce al lago di Bolsena, dove cerca di stemperare la tensione pre-concerto con attività di gruppo quali la bestemmia collettiva per ogni corda di chitarra che si rompe, oppure il tuffo nel canneto con tutta la macchina.
Il Crosta inizia a sibilare di volere una crostata.
Ore 16.30, soundcheck: il fonico si chiama Michelangelo e dicono che abbia fatto da service pochi giorni prima per la data del Festivalbar a Viterbo ... evidentemente in quella serata di pilu non ce n'era perchè il ragazzo si invaghisce del pilusissimo Stuart e trasforma le prove del suono in un teatrino dell'assurdo. Tutto però pare funzionare bene.
Ore 20.00, live!: alla presenza di madri, sorelle, cugine e cugini, zie e zii, amiche ed amici giunti non si sa bene come un po' da tutta Italia, i sei sprovveduti presentano un concerto praticamente impeccabile, se si trascurano i larsen durante i primi cinque pezzi, il jack della chitarra che si rompe sul sesto, infine la tramontana che si leva implacabile e che porta via tutti i testi provocando scene di mutismo sul settimo e sull'ottavo. Volano le ultime madonne.
Topper riparte dieci secondi dopo essere sceso dal palco, destinazione Milano, Trenitalia attende un po' di più e poi ritorna a Roma con la propria famiglia, convinta di prendere un treno la mattina seguente. I quattro rimasti possono finalmente mangiare in tranquillità ed il Crosta scopre di non avere diritto alla crostata, anzi gliela finiscono sotto gli occhi. Saigon era Disneyland, al confronto.

Lunedì 11 luglio:
LA NOSTALGIA DEL RITORNO


Sarà l'assenza della componente meridionale del gruppo ma Peo, il Crosta, il Bruco ed il topino Stuart si svegliano convinti di avviarsi sulla strada del ritorno con l'efficienza propria dei brianzoli. Infatti nell'ordine:

- il Bruco trova le sue scarpe di pezza completamente fradice, avendole lasciate fuori sotto il nubifragio per tutta la notte.

- il Crosta in pieno delirio mistico dovuto all'assenza di zuccheri leva le braccia al cielo e cerca di dividere le tende dal fango, sinceramente con poco successo.

- a macchine cariche scatta la colazione selvaggia di soli trenta minuti.

- Peo tenta di ritirare 100 euro e lo sportello automatico gli rende solo la carta, tenendosi i soldi ed emettendo una pernacchietta metallica.

- il Bruco investe la benzinaia.

Insomma si parte con due ore di ritardo sulla tabella di marcia, ma nessuno si offende. Il viaggio è malinconicamente tranquillo. E se Peo si dimentica di fermarsi ad un autogrill attirandosi le ire della comitiva lo fa solo per risollevare il morale di tutti.
Topper sta quasi finendo di lavorare, lui è brianzolo sul serio e alle due e mezza di notte era già nel suo lettino di casa. Trenitalia invece si è catapultata in laboratorio non appena arrivata a Milano, ma non ditele che è brianzola, nemmeno acquisita, che s'incazza. Garantito.


TUTTE LE FOTO P.C.T. SENZA CENSURA

La partenza
La coppia vincitrice
Figo lubrianese #1
Figo lubrianese #2
Il padrone di casa
Il Grande Buffo
en plein air...
Lunardi? Prrrr!
Risveglio
Risveglio piacevole #1
Risveglio piacevole #2
Risveglio piacevole #3
Risveglio piacevole #4
Un incubo al risveglio
Cosa? Domani suoniamo lì?
Dolci pendenze di Maremma
Ah però episodio I
Ah però episodio II
Ah però episodio III
Intimo Stuart
Tavola imbandita
Cornuto e mazziato
Stuart Little imita Topo Gigio
San Peo, il chitarrista pescatore
Più Pane che Rock #1
Più Pane che Rock #2
Più Pane che Rock #3
Più Pane che Rock #4
San Bruco Molinari
Oggi ho la voce in cantina
Nella botte piccola ...
... ci sta il vino buono
Omnibus
ATM (Anima di Trinacria a Milano)
E allora tiriamocela!
I postumi della Gozzo-viglia
Un tipo rigido...
Maglietta gialla #1
Maglietta gialla #2
Sirenetto o ...
... figlio segreto di Superman?
Reperti etruschi
Fantasmino Prezzemolino


I VIDEO !!!!



V.M. 18 anni
nessun topino è stato maltrattato durante le riprese



Video #1

Le donne della P.C.T. viste da (molto) vicino
Dimensione 5.8 Mb - formato Windows Media Video (.wmv)



Video #2

Come ti maneggio le mazze
Dimensione 6.8 Mb - formato Windows Media Video (.wmv)



Attenzione: I video originari erano in formato QuickTime (.mov). Per renderli maggiormente compatibili e soprattutto per evitarvi di scaricare un software da 20 Mbyte abbiamo preferito convertirli in formato Windows Media Video (.wmv). Visto che siamo dei pezzenti non abbiamo voluto pagare la licenza del programmino per la conversione, quindi sui video compare una fastidiosa scritta ... ah non stavate guardando quella? allora va bene così.

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