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Chiara

Se non ci fosse, bisognerebbe inventarla...

Chiara Cipollina, grande scienziata e attivista biotecnologa, ha tra i sui vari pregi (elencarli tutti sarebbe troppo lungo) quello di essere di una simpatia irresistibile e di un’allegria contagiosa. Amica intima (diciamo pure quasi-sorella) della timida cantante del gruppo, fin dalle origini ha avuto un ruolo chiave nel cammino della P.C.T., di duplice natura: se da una parte ha assolto le funzioni di P.R. ufficiale, trascinando centinaia di persone ai concerti ed animando gli stessi con balli sfrenati e cori di incitazione, dall’altra parte ha sempre sostenuto il gruppo dall’interno, dando preziosi consigli e sostegno morale, soprattutto alla cantante.
Di sicuro possiamo dire che la P.C.T. non sarebbe la stessa se non ci fosse stata Chiara. E adesso che lei si trova in Olanda, dire che ci manca è dire poco.
Che altro? Sperare che contribuisca all’espandersi della fama della P.C.T. oltre i confini italiani? Forse ci piacerebbe di più averla nuovamente tra noi...


Laura


 
 

Fabio & Elisabetta

Chi mi conosce penso che sappia che sono un tipo di poche parole, nel senso che difficilmente espando il mio groove oltre i limiti concessi dalla sezione ritmica, facendo capo al mio Vicario Marco alias Bruco. Mi sento però in dovere di ringraziare questi due personaggi che seguono con passione la strada che la P.C.T. si sta asfaltando, dando in particolare a me la forza di dare sempre il meglio, anche nelle situazioni più "difficili". Mi danno una visione razionale e sincera di quello che faccio e ormai fanno parte a tutti gli effetti del mitico team che la P.C.T. involontariamente si è creata. Hanno un posto di rilievo come considerazione che ho per loro, e li ringrazio di presenziare ogni esibizione che la P.C.T. propone, compresi gli extra (La Mannoia non ti dice niente Bruco????). Per il Topper siete due persone veramente importanti, ed è un privilegio conoscere persone come voi.


Topper


Paolo Cazzaniga

Brianzolo passionale, uomo ed arbitro di regal portamento, raffinato giullare d'ogni occasione, il Dott. dott. Cazzaniga Cav. Paolo da Seregno vive cercando, mai sazio, nuovi paesi e nuovi amori.
L'ambiente universitario milanese ha visto recentemente crescere la sua fama di scrittore in seguito alla pubblicazione di due diari di bordo, "Qui sotto l'albero del sicomoro" e "Volti i guardi al varcato Mekong", dedicati ai suoi viaggi in Madagascar e Thailandia-Laos.
Assorbito quasi subito dalla P.C.T. in qualità di animatore, regala spesso al pubblico emozioni forti chiudendo i concerti del gruppo con stupefacenti esibizioni canore.


Bruco


 
 

Diego

Ci sono alcune persone che per motivi imprecisati seguono la P.C.T. dalla prima esibizione, sopportando spesso di riascoltare le stesse canzoni proposte dal nostro gruppo solo qualche giorno prima (se non proprio il giorno prima!). Fra queste merita una speciale menzione Diego. Questo losco figuro è entrato nella nostra vita in un piccolo Liceo Classico della Brianza, e da allora il suo tipico incedere da leprotto non ci ha più abbandonato. Musicomane incallito, è in grado di dissertare di musica ed affini per ore: volete sapere quanti dischi ha venduto Jackson? Non riuscite a dormire se non conoscete il numero esatto di amanti di Madonna, o il colore delle mutande dei Kiss? Diego è la persona che fa per voi. Inoltre, ha una straordinaria capacità di pensare e dire le maialate più colossali che abbiate mai sentito, nei momenti meno opportuni, ma se vi serve una mano Diego non manca mai (poi vi arriva il conto a casa!).
Numerosi sono i suoi meriti verso la P.C.T.:

  • ha scritto la biografia del gruppo per il nostro sito internet prendendo per il culo un po’ tutti e facendoci veramente rotolare per terra dalle risate;

  • ha reso giustamente pubblica la nostra torbida relazione sessuale che pensavamo di tenere nascosto ancora per molto;

  • riflettendo le luci del palco con il suo nudo scalpo crea sempre una caratteristica atmosfera durante i concerti;

  • continua a pensare che prima o poi diventeremo famosi e quindi lui potrà dire “non mi sono mai perso un concerto di questo grande gruppo”, ma noi saremo oramai più fumati e bevuti di Steven Tyler e Joe Perry ai tempi dei Toxic Twins e quindi non ci ricorderemo nemmeno più di questo leprottone calvo di cui oggi abbiamo l’onore di essere amici.

Per tutto questo, Diego è una delle colonne portanti di questo Fans Club.


Bruco e Peo


Zio Zanna

Come pochi ricordano, agli inizi degli anni ’70 fece scalpore, salvo poi cadere nel dimenticatoio, la notizia della fuga, dai laboratori Ricerca e Sviluppo della sede di Cormano della Max Mayer, di una decina di droidi, dall’aspetto in realtà poco umanoide, facenti parte del progetto Z.I.O. Z.AN.NA (Zero Impact Operator - Zinc Anthropomorphic Naive). Il progetto, fallito alla prima sperimentazione su scala industriale, intendeva alleggerire e velocizzare la catena del reparto “Controllo latte di vernice” sostituendo parte del personale umano con automi.
Un breve comunicato dell’ufficio stampa della nota azienda liquidava l’accaduto accennando ad un “comportamento anomalo dei droidi, i quali, venendo meno alle mansioni programmate e dopo avere disposto intorno a se latte di diversa dimensione, iniziavano curiosamente a percuoterle con inquietante senso ritmico”.

A partire dalla metà degli anni ’90, nel panorama musicale della Brianza e della Bassa Milanese emergono una serie di batteristi, pressoché omonimi e soprattutto fisicamente molto simili: un certo Riccardo Zanavolo guida gli Arabracoè e li trascina fino in Norvegia; Riccardo Stranavolo interviene con successo in una delle ultime formazioni della Folk Sound Band; Riccardo Bucefalo si propone come batterista-cantante negli Inskj. Si segnala anche un Riccardo Ranavolo impiegato di una compagnia di assicurazioni e un Riccardo Raviolo comico dilettante.

Tutti si fanno soprannominare Zio Zanna.

Gli organi di stampa nazionali continuano ad oggi con il loro silenzio.


Bruco


 
 

Il figame

figame [fi'game]: s.m. - collettività imprecisata di sesso femminile gravitante attorno all'ex-violinista del gruppo folk denominato P.C.T. - bella Teìno che hai portato il f., ma quanto f. c'è stasera?, non piangere salame ti presento il mio f..


Bruco




Bobo

Bobo appartiene ad una razza molto antica. In diversi testi letterari si trovano riferimenti di cani italici a pelo duro. Il suo massimo splendore e popolarità sono stati durante l'epoca rinascimentale, ed era usato principalmente per la caccia come cane da ferma. E' giunto fino ai nostri giorni superando i vari incroci, con altre razze da caccia, a cui è stato sottoposto nel corso dei secoli. Oltre che in Italia è una razza diffusa anche nel Regno Unito e in Scandinavia.

Carattere: è uno dei cani più adatti per la caccia su tutti i tipi di terreni. E' un cane molto rustico, con spiccate attitudini. E' considerato un ottimo riportatore. La sua indole è dolce, pacifica ed affettuosa; esprime intelligenza, confermata dalla sua eccezionale capacità di apprendimento. Il suo più grande desiderio è quello di soddisfare il padrone nei suoi voleri. Per la sua pazienza e per la sua socievolezza è adatto anche per stare con la famiglia e con i bambini.

Avete capito con chi avete a che fare???
A tutto questo sommateci orecchie pregiate e le zampe più lunghe di quelle di un canguro.


A.